Analytics 2Eccoci qui, con il secondo post dedicato a Google Analytics. La volta scorsa avevamo creato l’account ed avevamo provveduto a mettere in comunicazione il nostro sito con il sistema di monitoraggio di Google; oggi possiamo iniziare a curiosare tra le diverse sezioni di Analytics, per non spaventarci al primo login!

Appena effettuato l’accesso, atterreremo sulla Home Page di Analytics: qui è disponibile una panoramica di tutti i siti web e delle app mobile che monitoriamo, che Analytics chiama più tecnicamente Proprietà. Analytics è organizzato secondo una struttura gerarchica ad albero: un singolo account infatti può gestire fino a 50 Proprietà (ciascuna delle quali identificata da un proprio univoco codice di monitoraggio), ad ognuna delle quali è possibile associare una serie di Viste (che sono semplicemente delle rappresentazioni dei dati create grazie alla selezione di Filtri, e possono essere al massimo 25 per ogni Proprietà). La gestione della relazione tra Account e Proprietà è lasciata alla nostra discrezione: possiamo decidere di utilizzare un rapporto one to one (un account/una proprietà) oppure un rapporto one to many (un account/più proprietà). Qualunque sia la nostra scelta, Analytics creerà una Vista senza filtri per ogni Proprietà che aggiungeremo: ciò significa che di default vedremo tutti i dati a disposizione… la famosa e spaventosa mole di informazioni, che si chiama – infatti – “Tutti i dati del sito web”! Tranquilli: a questa moltitudine di numeri e statistiche possiamo applicare dei filtri in modo che ciascuna delle viste che creeremo includa unicamente il sottoinsieme di dati di nostro interesse, per quanto particolare e circoscritto esso possa essere.

Su Analytics, infatti, sono presenti due tipi di filtri: i predefiniti e i customizzati. Tra i predefiniti, ad esempio, ne è presente uno che ci permette di escludere il traffico proveniente dallo stesso dominio o da un range di IP (utilissimo per escludere dal monitoraggio gli accessi effettuati – ad esempio – dai dipendenti stessi dell’azienda o dai collaboratori che lavorano sul vostro stesso sito, in modo tale da ottenere delle statistiche più “pulite”) e uno che consente di intercettare solamente il traffico relativo ad una area o specifica sezione del sito (fondamentale ad esempio per i siti di e-commerce). I customizzati, com’è facilmente intuibile, possono essere costruiti a tavolino da noi stessi sulla base delle nostre esigenze o curiosità: potreste ad esempio voler monitorare il traffico proveniente da un’unica Regione italiana, oppure quello effettuato solo da dispositivi mobili. Come si impostano i filtri? Con calma ci arriveremo!

Un’altra entità presente su Analytics è l’Utente: esso può essere aggiunto a livello di Account, di Proprietà o di Vista ed è possibile gestirne l’accesso (cioè consentirlo o impedirlo!) a ciascun livello. Quando aggiungiamo un utente, dobbiamo identificare la persona mediante un indirizzo email registrato negli account Google e assegnargli le autorizzazioni appropriate. In base alle autorizzazioni assegnate, l’utente potrà gestire altri utenti, effettuare attività amministrative (come creare altre viste e filtri) e visualizzare i dati dei rapporti. Questa funzione è utilissima nel caso ci trovassimo a gestire il monitoraggio del traffico web per terzi, per far vedere loro solo ciò che devono effettivamente visualizzare – soprattutto in caso gestissimo più Proprietà con lo stesso Account!

Nella Home, comunque, per ciascuna Proprietà sono disponibili alcuni dati generici – Sessioni, Durata sessione media, Frequenza di rimbalzo, Tasso di conversione all’obiettivo – con i quali potrete fare già qualche considerazione, soprattutto se li confronterete con quelli di periodi precedenti (grazie al menù a tendina in alto a destra, che vi consente la selezione delle date di riferimento attraverso un pratico calendario).

Il menù in alto, accanto al logo di Analytics, mostra quattro voci: Home (che è quella che abbiamo appena analizzato), RapportiPersonalizzazioneAmministrazione. Tralasciamo, per questo momento, le due voci centrali e concentriamoci sull’ultima.

La sezione Amministrazione serve alla gestione di tutte le entità che abbiamo visto finora: Account, Proprietà, Viste e Utenti. A seconda della sezione in cui ci troveremo quando cliccheremo sulla voce Amministrazione visualizzeremo schermate differenti: se abbiamo appena eseguito l’accesso e non abbiamo selezionato una vista in particolare, visualizzeremo la pagina relativa al primo account dell’elenco della pagina Tutti gli account; se invece ci trovassimo sulla pagina Rapporti o Personalizzazione, visualizzeremmo la pagina relativa all’account, alla proprietà e alla vista in questione.

Attraverso il menù a tendina nella parte superiore di ciascuna colonna possiamo selezionare l’Account, la Proprietà e la Vista sulla quale intendiamo andare ad operare, oppure creare nuovi Account, Proprietà e Viste. Per altro, alla voce “Crea nuovo…”, Analytics ci segnala quante altre entità abbiamo ancora a disposizione (ve lo ricordo ancora: massimo 50 Proprietà per singolo Account, massimo 25 viste per singola Proprietà).

Iniziamo dai link della colonna Account. In Impostazioni generali troviamo l’ID e il nome dell’account, le impostazioni di condivisione dei dati (ossia come i nostri dati Analytics vengono condivisi con gli altri prodotti Google, in modo anonimo con Google e altri utenti per scopi di analisi comparativa e con gli esperti di account Google) e i termini di servizio per l’emendamento sull’elaborazione dei dati. In Gestione utenti possiamo aggiungere gli indirizzi email delle persone cui vogliamo dare uno o più permessi di azione sull’Account: l’autorizzazione Gestisci utenti rende l’utente aggiunto un vero e proprio Amministratore degli utenti, in grado di aggiungere ed eliminare utenti a sua volta e di assegnare o revocare le autorizzazioni per le proprietà e le visualizzazioni; l’autorizzazione Collabora rende un utente un collaboratore, consentendogli di creare e condividere risorse personali e collaborare a risorse condivise (ad esempio modificare una dashboard o un’annotazione condivisa); l’autorizzazione Modifica genera un Amministratore dell’account in grado di creare e modificare oggetti in Analytics, (obiettivi e filtri) e di visualizzare e manipolare i dati dei rapporti; l’autorizzazione Visualizzazione, infine, permette all’utente solamente la visualizzazione e la manipolazione dei dati dei rapporti. In Tutti i filtri è possibile creare i filtri di cui vi parlavo prima e in Cronologia modifiche, infine, sono tracciate tutte le modifiche che i diversi utenti hanno apportato al nostro account nei 180 giorni antecedenti la nostra visita alla sezione.

Troppe informazioni tutte assieme? Per stavolta fermiamoci qui: nel prossimo post esamineremo le colonne Proprietà e Vista. Tranquilli, piano piano arriveremo ai numeri!

Teresa Principato
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Teresa Principato

Classe 1986, torinese. Laureata con lode in Relazioni pubbliche e reti mediali, mi sto specializzando in Social Media e Digital Marketing. Dopo diversi anni in alcune società di consulenza, ho deciso di fare delle mie passioni il mio lavoro: mi interesso di Comunicazione, Web Marketing, Social Media, SEO e altre cose che si mangiano.
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Google Analytics, atto 2: Home Page e Amministrazione
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2 pensieri su “Google Analytics, atto 2: Home Page e Amministrazione

  • 12 gennaio 2015 alle 18:20
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    Ciao Teresa,

    complimenti per il post, con te analytics fa meno paura 🙂
    Sono sicuro ti ringrazieranno in molti.

    A presto.

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