Siete pronti per il terzo post su Google Analytics? La volta scorsa abbiamo parlato della Home e della pagina Amministrazione; stavolta esploreremo la pagina Personalizzazione e (per ora solo sommariamente!) quella dei Rapporti.

Analytics 3Premessa fondamentale: è possibile lavorare con Analytics pur non possedendo una conoscenza dettagliata di quanto sto per raccontarvi. Ritengo doveroso fare questa precisazione perché, come vi avevo già detto nel primo post della serie, Analytics è uno strumento complesso, un potenziale vaso di Pandora, ma che vanta potenzialità interessanti anche per chi non può o non vuole rompersi la testa eccessivamente. Per completezza, però, e magari anche per invogliare qualcuno ad approfondire l’argomento, ho deciso di fare un cenno anche a questi aspetti! Pronti? Via!

Dalla pagina Personalizzazione è possibile impostare i rapporti personalizzati e non campionati. Iniziamo da questi ultimi, perché nel nostro caso ci sono meno cose da dire. Innanzitutto è necessaria una premessa di tipo nozionistico sul concetto statistico del campionamento, che cercherò di spiegare senza entrare troppo nei dettagli per non annoiarvi più di quanto non sia strettamente necessario! Quando vogliamo indagare un fenomeno grazie alla statistica possiamo adottare un approccio di tipo censuario (coinvolgendo cioè tutte le singole unità dell’insieme che ci interessa studiare, chiamato tecnicamente “popolazione”) o di tipo campionario (selezionando – secondo specifici criteri che qui non approfondiremo – una serie di unità che siano efficacemente rappresentative dell’insieme che ci interessa studiare, consentendoci un notevole risparmio in termini di costi e tempi). Ciò detto, veniamo a noi: quando in un rapporto vengono superate le 500.000 sessioni registrate, Analytics compie automaticamente un campionamento dei dati; in quel caso, attraverso un menù a tendina che comparirà nella barra in alto a destra (subito sotto il riquadro che indica il periodo temporale di riferimento), sarà possibile regolare le dimensioni del campionamento scegliendo se prediligere l’accuratezza della rilevazione a discapito della velocità dell’elaborazione dei dati o viceversa propendere per un’analisi più rapida ma meno precisa, ma nulla di più. Gli utenti degli account Premium di Google Analytics, invece, hanno la possibilità di ottenere rapporti non campionati, cioè non devono fare i conti con il trade-off tra accuratezza e velocità! Dato che con questa serie di post mi rivolgo a chi deve imparare ad utilizzare Analytics, penso sia poco utile dedicare tempo agli account Premium: ecco perché all’inizio del paragrafo avevo scritto che sui rapporti non campionati ci sarebbero state meno cose da dire!

I rapporti personalizzati, com’è facilmente intuibile, sono quelli creati direttamente da noi utenti e sono elencati nella barra di navigazione presente sulla sinistra della scheda Personalizzazione (barra che, nel caso in cui non sia stato creato alcun rapporto personalizzato, presenterà solamente la voce Panoramica). Un rapporto personalizzato viene generato dalla combinazione di almeno una dimensione e una metrica scelte tra le dimensioni e le metriche standard di Google Analytics. Le dimensioni sono attributi di tipo qualitativo che servono a descrivere ciò che vogliamo misurare (visite, visitatori, pagine, prodotti, eventi), mentre le metriche sono il dato di tipo quantitativo, ovverosia il valore numerico. Un esempio per capirci meglio: Visitatore nuovo/Visitatore di ritorno è una dimensione; Numero di Visitatori nuovi è una metrica. Non tutte le combinazioni dimensione/metrica sono valide, per cui Analytics mette a disposizione un documento di riferimento di dimensioni e metriche (ahimè, in inglese!) per aiutarci a tirar fuori dal cilindro dati che abbiano un significato effettivo.

Ad ogni modo, per creare un rapporto personalizzato basta cliccare su +Nuovo rapporto personalizzato nella scheda Personalizzazione, impostare un Titolo, selezionare il tipo di rapporto (Explorer, ossia il rapporto standard composto da un grafico a linee e una tabella di dati; Tabella piatta, cioè una tabella statica che visualizza i dati su righe; Overlay mappa, che consiste in una mappa del mondo “colorata” per indicare i volumi di traffico e di coinvolgimento), definire le dimensioni e le metriche di nostro interesse e infine salvare. Non è difficilissimo, vero? Questi sono i passaggi obbligatori, ma ne esistono anche di facoltativi; per questo particolare argomento e per tutti gli altri approfondimenti vi consiglio di consultare la guida ufficiale di Analytics predisposta da Google.

Resta da esaminare solo (solo…!) la pagina dei Rapporti, il cuore di Analytics. Possiamo suddividere le informazioni raccolte da Analytics in quattro macroaree: Pubblico, Acquisizione, Comportamento e Conversioni. Nella sezione dedicata al Pubblico troveremo dati demografici, informazioni su utenti nuovi e utenti che ritornano e dati relativi alle modalità di accesso al nostro sito (browser e reti utilizzate, tipologia di dispositivi mobili utilizzati). In Acquisizione troviamo informazioni utili per valutare le sorgenti di traffico, i referral e le campagne di marketing. I dati contenuti nella sezione Comportamento ci aiutano a capire in che modo gli utenti trovano i nostri contenuti e come ci interagiscono. La sezione Conversioni, infine, contiene dati ed informazioni che ci aiuteranno a definire quanto stiamo raggiungendo i nostri obiettivi con il nostro sito, a prescindere da quali essi siano. Nella barra di navigazione laterale però, oltre a queste quattro macroaree, troviamo altre voci: Dashboard, Scorciatoie, Intelligence e Tempo reale. Le Dashboard sono un insieme di widget che offrono una panoramica dei rapporti e delle metriche per noi più importanti; possiamo utilizzare quella predefinita (denominata Dashboard personale: la troviamo nel sottomenù Private) con i widget standard, che presentano i dati delle dimensioni-chiave, oppure aggiungere o riorganizzare i widget e creare una dashboard personalizzata che faccia maggiormente al caso nostro. In Scorciatoie troviamo i rapporti cui accediamo con maggiore frequenza con le impostazioni “modificate” all’occorrenza durante le nostre consultazioni: ad esempio, l’aggiunta di un segmento avanzato oppure di una nuova metrica effettuata durante la lettura di un rapporto rimarrà memorizzata anche dopo aver chiuso e riaperto l’account, fino a quando non apporteremo una modifica manuale. Intelligence è un servizio di Analytics che monitora il traffico del nostro sito web per rilevare variazioni statistiche significative; in caso queste si verifichino, genera automaticamente degli avvisi per attirare la nostra attenzione in modo da permetterci di “correre ai ripari” immediatamente; gli avvisi possono essere automatici (avvisi web automatici, quando Analytics rileva un cambiamento significativo nelle metriche di traffico o uso, e avvisi AdWords automatici, quando viene rilevato un cambiamento significativo nel traffico proveniente da AdWords) o personalizzati, generati cioè quando il traffico raggiunge la soglia che avremo specificato. Infine, la sezione In tempo reale ci informa sul numero di visitatori presenti sul sito, sulla loro posizione geografica, sulle parole chiave da loro cercate e i sui siti che li hanno indirizzati, sulle pagine che stanno visualizzando e sulle conversioni in corso al momento della nostra verifica: immaginate l’utilità di queste informazioni, se visionate poco dopo la pubblicazione di un contenuto!

Fin qui ci siamo? Passeremo ad esaminare in dettaglio le informazioni contenute nelle quattro macroaree nei prossimi post. Non perdeteveli!

Teresa Principato
Follow me!

Teresa Principato

Classe 1986, torinese. Laureata con lode in Relazioni pubbliche e reti mediali, mi sto specializzando in Social Media e Digital Marketing. Dopo diversi anni in alcune società di consulenza, ho deciso di fare delle mie passioni il mio lavoro: mi interesso di Comunicazione, Web Marketing, Social Media, SEO e altre cose che si mangiano.
Teresa Principato
Follow me!
Google Analytics, atto 3: le pagine Personalizzazione e Rapporti
Tag:     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *