monitoraggioContinuiamo il discorso relativo all’impostazione di una strategia di Social Media Marketing parlando del monitoraggio della nostra azienda sui Social! Vi ricordate dove eravamo rimasti? Vi ho illustrato il mio approccio personale nella definizione del target di una strategia di comunicazione, ovviamente applicabile anche nel caso di una strategia di marketing messa in campo sui Social Media, e successivamente abbiamo affrontato il tema dell’analisi della concorrenza, perché – per quanto ve lo auguri con tutto il cuore! – oggi è davvero difficile “essere pionieri in terra vergine” (sì, mi autocito!) e dobbiamo metterci in testa che guardare cosa fanno i nostri competitors è un passaggio imprescindibile per la definizione della nostra strategia.

In uno dei primi post di questo blog avevo parlato di e-reputation, definendola come “l’opinione comune – determinata da informazioni, commenti, immagini e altro – su un’entità (sia essa una persona, una società o un marchio) che si genera sul Web“. In quell’articolo mi ero concentrata sull’e-reputation della persona fisica, ma è giunto il momento di parlarne  anche dal punto di vista dell’utenza business. Come abbiamo detto, l’e-reputation è costituita dall’insieme delle tracce lasciate (volontariamente e non) da noi e da altri su di noi. Questo significa che, nel momento in cui decidiamo di impostare una strategia di Social Media Marketing, oltre a costruire a tavolino quello che noi vogliamo dire di noi, dobbiamo preoccuparci di verificare cosa gli altri dicono di noi!

Non pensiate che, solo perché non avete ancora aperto dei profili ufficiali, sui Social non si parli già di voi. Per questo è importante effettuare operazioni di monitoraggio sui Social, sia preliminarmente all’attuazione della strategia di Social Media Marketing, sia continuativamente per tenere sempre sotto controllo la vostra e-reputation.

Purtroppo, raramente chi parla di noi lo fa citando il nostro nome utente sul relativo Social Network (ossia taggandoci): sarebbe troppo bello ricevere una bella notifica tutte le volte che accade, così da poter correre a leggere e agire di conseguenza! Ma andiamo con ordine…

Perché è necessario prevedere attività di monitoraggio (o self-monitoring)?

  • Per avere un feedback sui nostri punti di forza e su quelli di debolezza, al fine di attivarsi per promuovere i primi e lavorare sui secondi;
  • Per gestire eventuali crisi, rispondendo adeguatamente agli utenti che dovessero parlare di tue carenze o insuccessi, prima che il problema assuma proporzioni cosmiche;
  • Per fare direct marketing sui soggetti non soddisfatti, evitando di perdere questi e guadagnando prestigio agli occhi degli altri!

Come effettuare il monitoraggio

Esistono diversi tool per il monitoraggio, e i più “seri” e complessi sono a pagamento. Vi basterà sapere che ci sono società che si occupano esclusivamente del monitoraggio della presenza online per terzi: fosse così banale e automatico, nessuno sarebbe riuscito a costruirci un business sopra! Se vi accontentate di un risultato “casalingo”, però, è possibile fare qualche operazione a costo zero.

Iniziamo dalla base, con le ricerche su Google. Ebbene sì, ragazzi: olio di gomito e andate di ricerche! Chi meglio di voi sa come trovare voi stessi in rete? Stilate una lista di chiavi di ricerca indicative (tendenzialmente, il nome della vostra azienda, il nome dei vostri prodotti o servizi, il nome dei vostri principali competitors e il nome del leader del settore): se qualcuno sta parlando di voi su qualche blog o in qualche forum, salterà fuori.

Poi, per quanto riguarda i tool gratuiti specifici per i Social Network, vi suggerisco di fare un giro su Social Mention e Topsy. Entrambi permettono di monitorare in tempo reale chiavi di ricerca composte da una o più parole, ma il primo mostra dati relativi a tutte le fonti (“Social Mention monitors 80+ social media properties directly including: Twitter, Facebook, FriendFeed, YouTube, Digg, Google etc.“) mentre il secondo “funziona” solo per i tweet. Social Mention inoltre funziona come una specie di Google Alert dei social media, avvertendoci ogni volta che una specifica parola chiave viene menzionata su una piattaforma di social media: mica male, vero?

Permettetemi, però, di fare una puntualizzazione, prima di lasciarvi…

Il monitoraggio non deve diventare un ossessione!

Avete capito bene. Monitorare è sicuramente utile ed interessante, ma non deve diventare la parte più importante e onerosa in termini di tempo e denaro della nostra strategia di social media marketing. È molto più importante produrre e condividere contenuti interessanti ed utili piuttosto che darsi alla ricerca spasmodica di ciò che qualcuno potrebbe o non potrebbe dire di noi!

Ed ecco che abbiamo introdotto il tema del prossimo post: i contenuti da postare. Lunedì prossimo ricorre la Festa dell’Immacolata, troverete il mio articolo sotto l’albero… 🙂

Teresa Principato
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Teresa Principato

Classe 1986, torinese. Laureata con lode in Relazioni pubbliche e reti mediali, mi sto specializzando in Social Media e Digital Marketing. Dopo diversi anni in alcune società di consulenza, ho deciso di fare delle mie passioni il mio lavoro: mi interesso di Comunicazione, Web Marketing, Social Media, SEO e altre cose che si mangiano.
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Cosa si dice di noi: il monitoraggio sui Social

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