Continuiamo il discorso relativo al going social per il business: definire il target della nostra strategia di Social Media Marketing è lo step successivo alla definizione dell’obiettivo.

Cercando in rete troverete un sacco di articoli che vi spiegheranno come farlo (alcuni mettono a disposizione dei lettori anche dei questionari da scaricare per facilitare le operazioni), per cui ritengo inutile andare a sovrappormi al coro scrivendo l’ennesima guida sulla profilatura dei soggetti: nel mio articolo, dopo qualche informazione di contesto e di introduzione, vi spiegherò invece come io mi approccio alla questione, magari fornendovi qualche spunto di riflessione. Sono aperta al confronto!

Definire il target

Primo punto da chiarire: non è possibile rivolgersi indistintamente a chiunque. I messaggi generalisti sono quelli meno efficaci perché “sparano nel mucchio” sperando di beccare qualcuno per la legge dei grandi numeri. Una tecnica simile (non oso chiamarla strategia, scusate!) trasuda incertezza da tutti i pori: vi mettereste con lenza, amo ed esca ad aspettare che qualche pesce abbocchi, senza aver prima verificato l’effettiva presenza di pesci nello specchio d’acqua che avete scelto per pescare? Se la vostra risposta è no, allora non vedo perché dovreste fare una cosa simile dal punto di vista della comunicazione.

Qualche cliente a questo punto risponde: “ma il mio prodotto si rivolge a tutti!”. Magari anche voi che state leggendo l’avete appena pensato! Generalmente a questa obiezione rispondo con un esempio molto semplice. Pensiamo all’acqua minerale: è un prodotto che tutti consumano, senza alcuna discriminante di genere, età, titolo di studio, area geografica di residenza, status sociale, stato occupazionale, stato di salute, abitudini di consumo. Lo stesso prodotto però può – anzi, deve! – essere comunicato in diversi modi a seconda dei diversi pubblici: nessun uomo si preoccuperà mai della capacità dell’acqua di combattere la ritenzione idrica, ma sarà magari più sensibile ai benefici derivanti da un suo consumo dopo l’attività fisica. Definire il target – e studiarlo! – ci aiuterà a confezionare il messaggio più adatto e a stabilire il metodo più indicato per veicolarlo, assicurandoci una maggiore probabilità di effettuare una comunicazione realmente efficace.

Per definire il target della nostra strategia di comunicazione sui social, la prima cosa da fare è definire il profilo del cliente ideale. La domanda da porsi è: “a chi voglio vendere il mio prodotto/servizio?“. Il cliente ideale ci aiuterà ad individuare i potenziali clienti. Prestate molta attenzione a questo punto, è qui che solitamente casca il proverbiale asino. Mi è capitato di imbattermi in descrizioni fantasiose di clienti-tipo rari quanto i due leocorni della filastrocca o realistici quanto Babbo Natale e la Befana messi assieme. Ricordate: il profilo del cliente ideale va stilato basandosi sul proprio pensiero e sulle proprie intuizioni, ma non è possibile non svolgere ricerche di mercato che assicurino un riscontro nel mondo reale delle nostre supposizioni. Perdere il contatto con la realtà è possibile, e per quanto il cliente ideale di chiunque sia un soggetto della classe medio-alta con il bancomat sempre a portata di mano, non è automatico che questo tipo di soggetto sia interessato proprio al nostro prodotto o servizio… meglio scoprirlo prima, non credete?

Per definire il target si prendono in considerazione generalmente una serie di fattori, che ho già citato prima nell’esempio dell’acqua minerale – età, sesso, collocazione geografica, stile di vita, interessi, abitudini di consumo – e, con questi dati alla mano, si creano gruppi di soggetti omogenei. Vi consiglio di tenere sempre bene a mente che si tratta di una semplificazione estremamente artificiosa e, pertanto, non dobbiamo considerarla in maniera troppo rigida: va bene prendere in considerazione previsioni e stime, ma non dimentichiamo mai che esistono anche le variabili, ovverosia quelle sfumature proprie degli esseri umani che sfuggono alle tipizzazioni e rendono il target meno preciso. Allora, direte voi, astrarre un target è una perdita di tempo? Niente affatto: semplicemente vi consiglio di avviare fin da subito in parallelo alla vostra strategia di comunicazione un monitoraggio del target. Non aspettate i primi riscontri ufficiali ai follow-up, ma ascoltate chi vi segue in modo tale da apportare in tempo reale le correzioni necessarie, piccole o grandi che siano.

Facendo ciò scoprirete l’enorme differenza che intercorre tra un target artificiale ed il pubblico naturale: il target artificiale è costituito da soggetti che abbiamo portato a seguirci e che provano nei nostri confronti una fiducia indotta e stimolata, mentre il pubblico naturale è formato da persone che hanno scelto di seguirci e che provano verso di noi una fiducia spontanea e per questo meno volubile. Sostanzialmente si tratta di fare una scelta: comunicare con le persone “giuste” o con quelle realmente interessate a noi?

Riassumendo:

  • In una strategia di comunicazione, e quindi anche in una strategia di Social Media Marketing, non si può parlare a tutti indistintamente ma è necessario individuare un target specifico.
  • Definire il target ci permette di studiare il messaggio più adatto e il modo più indicato per veicolarlo, al fine di aumentare le probabilità di realizzare una comunicazione realmente efficace.
  • Definire il target significa generare delle tipizzazioni: questo è ottimo sulla carta, ma nella realtà va considerato con un po’ di elasticità per evitare di incaponirsi a voler raggiungere le persone “giuste”, perdendo di strada quelle realmente interessate.
  • Per avvicinarsi al pubblico naturale è opportuno “aggiustare” le comunicazioni destinate al target artificiale basandosi sui feedback da raccogliere ascoltando le persone reali che ci seguono.

Se avrete voglia di dirmi la vostra, sarò lieta di confrontarmi con voi! Ad ogni modo, nel prossimo articolo vi parlerò di un altro aspetto fondamentale e assolutamente non trascurabile: l’analisi dei competitors. Alla prossima!

Teresa Principato
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Teresa Principato

Classe 1986, torinese. Laureata con lode in Relazioni pubbliche e reti mediali, mi sto specializzando in Social Media e Digital Marketing. Dopo diversi anni in alcune società di consulenza, ho deciso di fare delle mie passioni il mio lavoro: mi interesso di Comunicazione, Web Marketing, Social Media, SEO e altre cose che si mangiano.
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Definire il target di una strategia di Social Media Marketing

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