AnalyticsGoogle Analytics: croce e delizia. È innegabile: è uno strumento fondamentale per i Webmaster, ma spesso la prima reazione di fronte a tutte quelle statistiche e percentuali è un bel punto interrogativo (…e un clic sulla X in alto a destra).

In una serie di post proverò ad affrontare il discorso Analytics in modo da farci tutti un po’ amicizia. Dopo diverso tempo rispondo quindi alla richiesta che una ragazza mi aveva fatto tramite messaggio privato sulla mia pagina Facebook (“[…] Se poi potessi anche dare qualche dritta generale su Analytics sarebbe fantastico…“): Francesca, il momento è arrivato!

Che cos’è Google Analytics?

Analytics è uno tra i migliori strumenti di analisi di siti web (e app per dispositivi mobili, ma non è il nostro caso) completamente gratuito. Consente la raccolta di moltissime informazioni per misurare e analizzare il comportamento degli utenti, offrendoci spunti per migliorare il nostro sito e di conseguenza raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Avete presente il Libro delle Risposte? Quello che prendete in mano e aprite dopo aver formulato una domanda nella vostra mente? Ecco, Analytics funziona più o meno così. Le risposte alle vostre domande (ad esempio: “I visitatori del mio sito fanno ciò che vorrei?”, “Gli utenti arrivano dal motore di ricerca grazie alla keyword con cui vorrei essere trovato o con un’altra?”, “Gli utenti che non comprano, dove e quando abbandonano il mio sito?”) sono tutte lì… bisogna solo imparare a leggerle!

Effettivamente, i dati che Analytics mette a nostra disposizione sono davvero una marea. Vi consolerà sapere, tuttavia, che non dovete necessariamente tenere sotto monitoraggio costante tutti i dati presenti. Come avevo scritto nell’articolo in cui avevo risposto alla prima richiesta di Francesca, però, non esistono “dati di Analytics più importanti da considerare” in senso assoluto, ma esistono informazioni più importanti di altre in funzione della tipologia di sito che stiamo monitorando: nel caso di un blog, ad esempio, i dati più importanti riguarderanno l’interazione con gli utenti, quindi andranno monitorate le statistiche relative a commenti e condivisioni ed alle provenienze dai social network – decisamente meno rilevanti, invece nel caso di un e-commerce.

Tenete presente, comunque, che Analytics (così come qualsiasi altra piattaforma di web analysis) si limita a registrare eventi e flussi di click, ma non dice cosa pensino i visitatori e come sia stata la loro user experience: per questo motivo sarà opportuno affiancare ai dati quantitativi derivanti dall’analisi del flusso dei click una rilevazione di tipo qualitativo attraverso sondaggi, test di usabilità, etc.

Dopo queste (doverose) premesse, iniziamo col vedere nel primo post di questa serie i primi passi su Google Analytics.

I primi passi su Google Analytics

Per utilizzare il servizio è necessario possedere un account Google, ovverosia la combinazione username/password che utilizzate per accedere a Gmail, YouTube, Blogger e via dicendo. Dalla home page di Analytics potrete fare il login al vostro account già esistente (cliccando su Accedi) o crearne uno se non l’avete (cliccando su Crea un account). Una volta loggati, Google avvierà la procedura di registrazione vera e propria al servizio: dopo aver scelto l’opzione “Sito web”, vi verranno richieste alcune informazioni di base sul sito che desiderate monitorare (in particolare, il nome e l’URL del sito da analizzare, il vostro Paese e il fuso orario) e vi verrà fornito l’ID di monitoraggio.

L’ID di monitoraggio è uno snippet Javascript che raccoglie e invia i dati ad Analytics, e va inserito nelle pagine del nostro sito web affinché il monitoraggio abbia luogo. Se ve lo siete persi al momento della registrazione non preoccupatevi, potete ritrovarlo nella pagina di Amministrazione (selezionate l’account dal menu a discesa della colonna Account, la proprietà dal menu a discesa nella colonna Proprietà e poi cliccando su Informazioni sul monitoraggio).

La domanda spontanea adesso è: come inserisco il codice nel mio sito? 

Se avete un briciolo di dimistichezza con l’html, fate così: copiate il codice che trovate proprio nella sezione Informazioni sul monitoraggio di cui parlavamo poche righe fa, nel riquadro preceduto dall’indicazione Questo è il tuo codice di monitoraggio. Copialo e incollalo nel codice di ogni pagina che desideri monitorare. Lo snippet inizia con <script> e termina con il tag </script>, quindi fate attenzione a non perdervi dei pezzi!  A questo punto è sufficiente incollare lo snippet (interamente e senza modificarlo) in ogni pagina web del vostro sito che volete monitorare immediatamente prima del tag di chiusura </head>.

Se gestite il vostro sito tramite WordPress, invece, potete installare ed utilizzare un plugin come Google Analytics by Yoast o Google Analytics Dashboard for WP (io ad esempio uso quest’ultimo) e configurarlo inserendo il vostro ID di monitoraggio (del tipo UA-000000-01).

Nulla di particolarmente complicato, no?

A questo punto siete pronti per partire con l’analisi del traffico del vostro sito… ma continueremo il discorso nel prossimo post!

 

ps. Buone feste a tutti!

Teresa Principato
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Teresa Principato

Classe 1986, torinese. Laureata con lode in Relazioni pubbliche e reti mediali, mi sto specializzando in Social Media e Digital Marketing. Dopo diversi anni in alcune società di consulenza, ho deciso di fare delle mie passioni il mio lavoro: mi interesso di Comunicazione, Web Marketing, Social Media, SEO e altre cose che si mangiano.
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Google Analytics: facciamoci amicizia! [Che cos’è – Primi passi]
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3 pensieri su “Google Analytics: facciamoci amicizia! [Che cos’è – Primi passi]

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