Oggi parliamo di contenuti (e finalmente, direte voi!). Dopo aver fatto nostre le caratteristiche dei vari Social Network in modo da essere in grado di scegliere quelli più indicati per il nostro caso specifico, dopo aver capito l’importanza di definire gli obiettivi e il target di riferimento della nostra strategia e dopo aver imparato il valore del monitoraggio di noi stessi e dei nostri competitor possiamo sbizzarrirci a pubblicare!

ContenutiIn questo articolo vi fornirò qualche suggerimento per la creazione di un piano per la pubblicazione di contenuti sensati, ovverosia contenuti che siano funzionali al raggiungimento degli obiettivi che vi siete prefissati di ottenere attraverso la vostra strategia di Social Media Marketing! Se l’uso del termine “sensati” vi sembrerà un po’ polemico vi chiedo scusa, ma non lo ritiro: ciò che voglio dire è che si possono pubblicare e condividere una marea link, immagini, video, documenti e chi più ne ha più ne metta, ma difficilmente dei contenuti scelti a caso e piazzati lì “tanto per” creeranno un reale coinvolgimento attorno al vostro brand o ai vostri prodotti!

Avete presente la regola delle 5 W del giornalismo? Di quella originale ne parleremo in uno dei prossimi articoli (vi spiegherò come scrivere un buon comunicato stampa: mi è capitato di doverne scrivere uno per lavoro qualche settimana fa, e una communication strategist deve saper fare anche questo!), ma qui vi propongo una versione modificata e disordinata, che farà al caso vostro nel momento in cui vi cimenterete in una strategia di Social Media Marketing fai-da-te!

Why: tenete a mente perché state impostando una strategia e in base a quello scegliete quali contenuti pubblicare

Ve l’avevo detto che era una versione disordinata delle 5 W! Infatti partiamo da why, il perché. Se vendete pentole e l’obiettivo che volete raggiungere con la vostra strategia è creare una community attorno al vostro brand, ha senso pubblicare il video dell’ultimo singolo di Nicky Minaj? Forse no. Potrebbe essere perfetto, invece, se producete cosmetici e inviterete i vostri contatti ad esprimere un giudizio sul make up sfoggiato dalla cantante nel videoclip, magari indicando con quali dei vostri prodotti potrebbero avere un risultato simile.

Statisticamente l’obiettivo più perseguito dalle aziende che pianificano una strategia di Social Media Marketing è il potenziamento della brand awareness, ossia della riconoscibilità e della notorietà del marchio, ma i Social sono usati spesso anche per trovare nuovi contatti (le cosiddette azioni di lead generation) e – come dicevamo nell’esempio di prima – per creare una brand community. Qualunque sia il vostro caso, dovrete “condire” l’obiettivo che vi siete prefissati con i dati raccolti attraverso le operazioni di monitoraggio e ascolto: così avrete un’idea più precisa dei contenuti più efficaci. Non dimenticate che, comunque, perché i vostri contenuti siano apprezzati dal pubblico devono essere originali e avere un quid che spinga le persone a decidere di seguirvi e interagire con voi.

What: i tipi di contenuti che funzionano meglio sui Social

Non c’è una formula magica, non esiste un contenuto “perfetto” che funziona sempre e comunque e che genera engagement in maniera automatica. I contenuti che funzionano davvero sono il risultato di uno studio approfondito da parte di un professionista di Social Media Marketing che dopo aver analizzato il settore cui il vostro business appartiene – anche e sicuramente con il vostro contributo: chi meglio di voi lo conosce? – appronterà dei contenuti adatti al vostro caso (o vi darà alcuni suggerimenti per crearli). I contenuti-che-funzionano-sicuramente sono una leggenda metropolitana al pari dei coccodrilli nelle fogne di New York; per altro, se esistessero, nel giro di poco tempo verrebbero super-utilizzati da chiunque, e il pubblico imparerebbe rapidamente a riconoscerli e a “saltarli” con indifferenza.

Si può dire però che esistono delle tipologie di contenuti che attirano maggiormente l’attenzione degli utenti, e che si prestano ad essere commentati e condivisi con maggiore probabilità:

  • video, che generano interesse e curiosità e possono diventare addirittura virali!
  • meme, ossia quelle immagini corredate di frasi ad effetto – in genere, ironiche e taglienti. Sono talmente apprezzate che in rete si sono diffusi anche dei meme-generator (il primo è stato Memegenerator.net), ma se non avete la battuta pronta lasciate perdere: è un consiglio!
  • le infografiche, che sono il riassunto visuale di statistiche ed informazioni complesse: immediate, colorate e utili, molto più invitanti di un barboso pezzo di 400 parole! Anche per le infografiche sono stati creati tool appositi: con una rapida ricerca su Google vi si aprirà un mondo di possibilità per diffondere in maniera accattivante dati e informazioni relativi al vostro specifico business… provare per credere!
  • le guide: ci sono siti che si basano unicamente sulla divulgazione di “Come fare a“; il punto cruciale è imparare a scriverle bene, dato che devono essere brevi, interessanti, chiare, utili e originali! Altrimenti scordatevi le condivisioni…

(to) Whom: scegliete il registro della conversazione in base al target a cui vi rivolgete

Questo è facile. I Social – e prima ancora il Web 2.0 – hanno accorciato le distanze spaziali, temporali e relazionali. Da ciò deriva che per quanto vogliate fare i seri, i professionali e i superfighi, comunicare sui Social in modo impersonale è una scelta sbagliata (e ridicola!).

Rivolgetevi direttamente al vostro pubblico. Pensate a come volete impostare la relazione con i vostri clienti e, in base a quello che deciderete, stabilite se impostare una conversazione di tipo one-to-one e parlare sempre con un ipotetico “tu” o one-to-many parlando con “voi” e scegliete il tono e il registro più congeniali al vostro target.

Where: dove concentrare – o come distribuire – la presenza sui Social

Avrete ormai deciso su quali Social essere presenti con il vostro business, no? Aggiungiamo ancora qualche considerazione.

Nel caso in cui Twitter sia una delle vostre scelte, sappiate che è lì che dovrete concentrare la maggior parte del vostro tempo. Twitter si basa sulle interazioni con gli utenti in tempo reale: le parole d’ordine sono tempismovelocità! Per questo motivo, se pensate di lanciare un tweet ogni tanto giusto per poter dire di averlo fatto, lasciate perdere. Dovete individuare i momenti giusti in cui pubblicare i vostri post per ricevere più retweet e generare più interazioni possibili e, per fare questo, la vostra presenza online – fatta a sua volta di monitoraggio delle tendenze e botta-e-risposta sui temi caldi – deve essere costante.

Al secondo posto per impegno richiesto c’è Facebook. Avevo scritto un articolo, tempo fa, spiegando il meccanismo di comparsa delle notizie sulla nostra timeline. Sicuramente anche qui il tempismo aiuta, perché pubblicare contenuti interessanti al momento giusto aiuterà ad ampliare l’audience attraverso commenti e condivisioni, ma rispetto a Twitter c’è meno “ansia da prestazione” dato che i contenuti riescono ad avere appeal anche tempo dopo la pubblicazione originaria se hanno suscitato un certo interesse. Inoltre, su Facebook potete ricondividere un contenuto che ha ricevuto molti consensi e provare a sfruttarne nuovamente il successo (mentre su Twitter non potete auto-ritwittarvi!).

Al terzo posto ci metterei Google+ che, a livello di tempistiche, funziona più come Facebook che Twitter. Per quanto riguarda LinkedIn, infine, tutto dipende dal vostro business e dal fatto che tra i vostri contatti abbiate più partner commerciali o clienti.

When: con quale frequenza pubblicare i contenuti

Lo sapevate che ci sono persone che hanno pubblicato delle statistiche degli orari migliori per pubblicare sui Social Network? Cercando in rete troverete sicuramente qualcuno pronto a giurarvi che su Facebook il segreto è pubblicare il mercoledì tra le 16.00 e le 19.00, mentre su Twitter è meglio darsi da fare il lunedì tra le 7.00 e le 9.00 del mattino.

Personalmente trovo questo genere di affermazioni un’ovvietà, un tentativo di fare delle dichiarazioni d’effetto che, se solo venissero analizzate con un po’ di senso critico, genererebbero un genuino e spontaneo: “MA VA’?!“.

Tutte le statistiche dicono che il picco delle interazioni, sui Social, si verifica nei giorni feriali tra le 7.00 e le 9.00 del mattino, tra le 12.00 e le 14.00 e poi alle 17.00 e alle 18.00. Sono certa di non essere l’unica a vederci dietro la colazione, il momento dedicato alla toilette, la pausa-pranzo e la fine della giornata di lavoro. E chi l’avrebbe mai detto?

Il mio consiglio personale è: fate dei test per capire quando il vostro specifico target si connette. Utilizzate dei tool per verificare quando i vostri singoli contenuti hanno ricevuto più visualizzazioni e lavorate su quei momenti per incentivare le conversioni. Nessuno potrà darvi una risposta sensata in un articolo su un blog perché la risposta cambia a seconda del vostro business (volendo, perfino a seconda della vostra localizzazione fisica!). Una risposta sensata si dovrebbe sempre basare su un’analisi specifica del vostro caso, altrimenti è tutta aria fritta.

È tutto: queste sono le informazioni di base che vi permetteranno di impostare una strategia di Social Media Marketing fai-da-te, sebbene vi consigli comunque di rivolgervi ad un professionista: se avete un business da portare avanti, difficilmente avrete a disposizione il tempo necessario per fare le cose come vanno fatte!

Prossimamente pubblicherò l’ultimo articolo di questo filone – senza farlo apposta mi sono lanciata in una specie di miniserie a puntate settimanali! – per darvi qualche dritta anche sull’analisi dei risultati ottenuti. Per il momento spero di non avervi annoiato, nonostante la lunghezza del post (e della miniserie)! Ovviamente fatemi sapere se qualcosa è poco chiaro o se c’è qualche aspetto che vorreste che trattassi in maniera più approfondita. Alla prossima!

Teresa Principato
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Teresa Principato

Classe 1986, torinese. Laureata con lode in Relazioni pubbliche e reti mediali, mi sto specializzando in Social Media e Digital Marketing. Dopo diversi anni in alcune società di consulenza, ho deciso di fare delle mie passioni il mio lavoro: mi interesso di Comunicazione, Web Marketing, Social Media, SEO e altre cose che si mangiano.
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